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Martedì 02 Marzo 2010 11:59

Cinquanta ma... non li dimostra!

Scritto da Luisa Cigagna
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Scorcio veneziano

Rosso Veneziano di Pier Maria Pasinetti

Nel 2009 ricorre il cinquantesimo della pubblicazione in Italia del romanzo "Rosso Veneziano" di Pier Maria Pasinetti, personalità eclettica (docente universitario di letteratura contemporanea nella prestigiosa università di Berkeley negli Usa, scrittore, saggista e giornalista...) finalista per ben due volte al premio campiello, è un autore amato e apprezzato più all'estero che in Italia.
Perché ricordare quest'autore che in tutta la sua opera narrativa ha cantato il suo amore per la città lagunare? Perché in qualche modo la sua vicenda personale è legata al nostro territorio dal momento che è sepolto nel piccolo cimitero di Refrontolo.
Emma Ciardi, dipinto

Il profondo legame di questo scrittore con la nostra terra si deve alla zia materna Emma Ciardi - "Zi'Emma" come veniva soprannominata in famiglia - figlia del celeberrimo Guglielmo e sorella di Beppe, che acquistò il palazzetto settecentesco di Refrontolo dove amava trascorrere la buona stagione e dove si riposava dalle fatiche dei suoi lunghi viaggi di lavoro all'estero. Pittrice valente e donna indipendente, alla precoce scomparsa della sorella Mari, fu per i nipoti Francesco e Pier Maria, un valido e affettuosissimo sostituto materno.

Emma Ciardi, dipinto
Piazza S. Marco: Messa dopo la vittoria. Emma Ciardi

Pier Maria Pasinetti e il fratello crebbero in un ambiente colto e cosmopolita, aperto all'arte e alla letteratura, che offrì loro quindi grandi opportunità di crescita umana e intellettuale. Gli anni di formazione della lunga vita di Pier Maria Pasinetti - scomparso nel 2006 all'età di 93 anni - avvennero in un contesto storico critico per l'Italia e l'Europa: quello dell'avvento del Fascismo e del Nazismo. In uno dei suoi viaggi di studio in Germania, egli fu testimone a Berlino delle violenze della "notte dei cristalli".
La sua passione per la letteratura e in particolare per gli scrittori di lingua inglese furono determinanti per il suo destino professionale: laureato in Letteratura a Padova con una tesi su James Joyce, si trasferì con una borsa di studio negli Stati Uniti negli anni '30 e lì ottenne una cattedra universitaria che mantenne fino alla pensione. Il suo profondo legame con Venezia e con la nostra terra tuttavia traspare in tutta la sua opera letteraria (12 romanzi pubblicati) ambientata principalmente nel Veneto e a Venezia.
Rosso Veneziano fu scritto nel 1957, ma fu pubblicato per la prima volta in Italia nel 1959. Al suo apparire in Italia, edito da una piccola casa editrice, il libro passò quasi inosservato, mentre ottenne un grande successo all'estero e fu immediatamente tradotto in inglese, francese e tedesco. La critica straniera lo paragonò al "Gattopardo" di Tomasi di Lampedusa ma in Italia l'opera fu scoperta cinque anni dopo la sua prima pubblicazione, nel 1964, soltanto dopo la pubblicazione del secondo romanzo "La confusione".
"Rosso veneziano" rivelò ai lettori tutta la sua grandezza la suggestiva resa psicologica dei personaggi che Pasinetti aveva saputo costruire, e per aver reso Venezia simbolo della fragilità umana e della civiltà occidentale in bilico sul baratro della guerra.
Il romanzo è inevitabilmente una sorta di "autobiografia immaginaria" dell' autore nella quale Venezia vive delle passioni e dei drammi dei protagonisti. La vicenda si svolge tra il 1938 e il 1940 e i personaggi appartengono a due famiglie diversissime per ruolo sociale e visione della vita: i Partibon e i Fassola: I primi liberi e anticonformisti, più inclini a seguire le ragioni del cuore e del sentimento, i secondi più avvezzi al potere e al denaro, attenti a scegliere professioni e amicizie utili al successo e alla carriera, ma entrambi sono "le facce di una stessa medaglia": la società veneziana e italiana del tempo. Le vicende intrecciate delle due famiglie giustificano la ricchezza di episodi e di dialoghi che lo scrittore intesse lungo i venti capitolo del romanzo e Venezia, con la sua vita e le sue tradizioni, è sempre presente. Il romanzo fu molto apprezzato dalla critica per la ricca introspezione dei personaggi e per la capacità di trasporre nel testo la complessità dell'animo umano. Nel 1976 la RAI produsse uno sceneggiato con la regia di Marco Leto e la sceneggiatura di Diego Fabbri e con un cast di tutto rispetto con Marina Dolfin. Elisabetta Pozzi, Gastone Moschin, Carlo Hintermann, Raoul Grassilli.
Vale la pena di riprendere in mano questo romanzo e di tuffarsi nelle atmosfere veneziane, riscoprendole le storie e le vicende di due famiglie e di un gruppo di personaggi che ci resteranno nel cuore per la familiarità dei luoghi, ma anche per la vicinanza psicologica e umana che Pasinetti ha saputo creare.