L’ASSOCIAZIONE CULTURALE CARENI
PRESENTA:
L’ESPLOSIVO PIANO DI BAZIL
Del regista de «il favoloso mondo di Amélie Jean Pierre Jeunet,
(materiale tratto da comingsoon.it, eclipse-magazine.it)
SCENEGGIATURA: Jean-Pierre Jeunet, Guillaume Laurant
ATTORI: Dany Boon, André Dussollier, Nicolas Marié, Jean-Pierre Marielle, Julie Ferrier, Yolande Moreau, Omar Sy, Dominique Pinon, Urbain Cancelier, Patrick Paroux, Jean-Pierre Becker, Stephane Butet, Philippe Girard, Eric Naggar, Tony Gaultier, Stephanie Gesnel, Marie-Julie Baup, Doudou Masta
FOTOGRAFIA: Tetsuo Nagata
MONTAGGIO: Hervé Schneid
PRODUZIONE: Epithète Films, Tapioca Films, Warner Bros. France
DISTRIBUZIONE: Eagle Pictures
PAESE: Francia 2009
TRAMA
Una mina che esplode nel cuore del deserto marocchino e, qualche anno più tardi, una pallottola vagante che lo colpisce alla testa conficcandosi nel cervello...Bazil non ha molta fortuna con le armi. La prima lo ha reso orfano, la seconda rischia di farlo morire di colpo in ogni istante. Uscito dall'ospedale Bazil si ritrova per strada. Per puro caso, questo dolce sognatore, viene raccolto da una banda di straccivendoli. Un giorno passando davanti a un imponente edificio, Bazil riconosce il simbolo dei due fabbricanti d'armi che sono all'origine delle sue disgrazie. Aiutato dalla sua banda, decide di vendicarsi
Tratto da comingsoon.it
RECENSIONE
Di primo acchitto, L’esplosivo piano di Bazil si dimostra essere una vera e propria summa della carriera cinematografica di Jean-Pierre Jeunet. Il film è una delle sue tante favole, scandite da scelte e dal destino che conduce quasi sempre ad un lieto fine. Ma non solo. Qui, Jeunet fa una vera e propria dichiarazione d’amore al cinema: il protagonista, Dany Boon in molte scene sacrifica le parole e si dedica totalmente all’espressività del movimento e degli sguardi; ricorda fortemente Charlie Chaplin nel suo Le luci della città, con la musica che dà sfondo e voce alla scena. Il gruppo di personaggi che fa da contorno è ampliamente sfruttato ed ogni personaggio ha un preciso background funzionale alla storia. come spiega lo stesso regista :“da tempo mi frullava in testa l’idea di raccontare una storia con dei mercanti d’armi. Uomini formali, con dei bei vestiti, una bella famiglia: ma pur sempre persone che creano armi che uccidono. Ma non volevo fare un film intellettuale, volevo la commedia. Allora ho deciso di far scontrare questi mercanti d’armi con dei rigattieri che ricordano molto i personaggi di Toy Story”. Personaggi unici, marginali e ingenui.. eppure ognuno di loro ha qualcosa di distintivo ed unico, utile alla trama. E la trama, per quanto tratti un tema serio e per niente caricaturale, mantiene il carattere favolistico che caratterizza tutti i film di Jeunet; situazioni strambe e anacronistiche, tic e particolarità, colori, musiche che rendono, già ad un primo sguardo, riconoscibile il tocco del regista…
Di Francesca Casella. Tratto da eclipse-magazine.it