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al 31 Maggio al 6 Novembre 2011 presso la Galleria dell'Accademia a Firenze, si svolgerà la mostra in ricordo dello scultore del “bello naturale”, Lorenzo Bartolini (1777-1850), artista la cui opera ebbe un ruolo centrale e determinante nello sviluppo della scultura dell'Ottocento in Italia, in Europa e negli Stati Uniti. L'esposizione fiorentina si completa con la contemporanea mostra di 25 gessi bartoliniani proposta dal museo di Prato. Per tale felice concomitanza, l'estate del 2011 può diventare il momento per la riscoperta di un grande artista che la modernità ha colpevolmente dimenticato.
Lorenzo Bartolini, infatti, a ragione può essere considerato il più grande scultore italiano dell'Ottocento. Di carattere impetuoso, sentimentale, intransigente e generoso, fu un bonapartista convinto e guidò il delicato passaggio dal Neoclassicismo al Romanticismo traendo ispirazione da «la natura che vale più dell'antico». Amico del pittore Ingres, ne condivise l'ammirazione per gli artisti del Quattrocento fiorentino; ricercò tra i modelli del Verrocchio e di Desiderio da Settignano quella spontaneità morbida e naturale di gesti e di espressioni che seppe tradurre ad esempio nella Fiducia in Dio, l'opera capolavoro prestata dal Museo Poldi Pezzoli di Milano, con la quale raggiunse la fama (1834).
La vena naturalistica di Bartolini si esprime con maggior forza nei numerosi ritratti delle personalità del tempo, che con le loro fisionomie trasmettono emozioni e sentimenti e talvolta sono caratterizzati da un piglio particolarmente energico. La ragione di una così cospicua produzione di busti è da ricercare nella moda ottocentesca di ritrarre in posa tutti quei personaggi che con le azioni e l'esempio contribuivano ad elevare l'onore della loro città e della patria. La nuova coscienza ispira eroi e modelli che
rivestono il ruolo di guide spirituali e politiche, nonché di punto di riferimento per le generazioni future.
L'esposizione fiorentina - curata da Franca Falletti, Annarita Caputo e Ettore Spalletti - prende spunto dallo straordinario nucleo di modelli in gesso custoditi nella suggestiva Gipsoteca della Galleria dell'Accademia e fa finalmente emergere l'altissimo livello qualitativo della produzione di Bartolini, mettendone in luce la ricchezza degli interessi artistici che spaziano sui temi più vari: da quelli di natura intima e sentimentale, ai temi monumentali, nei quali, non di rado, svela il suo impegno politico partecipe degli eventi storici a lui contemporanei.
Le tre sezioni della mostra: il periodo francese e la committenza Bonaparte; l'affermazione dei nuovi valori del Purismo e la committenza internazionale; infine, la decisa apertura all'osservazione del dato naturale, che fa di Bartolini non più soltanto un fermo punto di riferimento per altri artisti suoi contemporanei, ma anche maestro di generazioni future.
Attraverso le opere in mostra sono evidenziate le più significative commissioni di sculture, a cui si affiancano quelle di arte decorativa prodotte dal suo atelier, molto richieste anche dai protagonisti della società cosmopolita che animava la vita culturale di Firenze, tappa d'obbligo del Grand Tour.
Lo scultore inoltre, felice ritrattista, è ricercato da tutte le più importanti personalità europee dell'epoca nel campo della musica, della letteratura, della politica, dell'alta finanza e le indaga con finezza psicologica in una serie di ritratti memorabili, come quelli di M.me de Staël, Lord Byron, Franz Liszt, Gioacchino Rossini, Lord e Lady Burghersh, i Marchesi di Bristol, i Demidov, i Poniatowski.
L'evoluzione stilistica di Bartolini è illustrata con settantacinque opere che trovano un contrappunto continuo con i modelli originali della Gipsoteca in un inedito e non facilmente ripetibile confronto. Per la prima volta dall'Ottocento, infatti, saranno nuovamente visibili a Firenze numerose importanti sculture, che testimoniano le tappe fondamentali dell'affermazione di Bartolini, come il Napoleone I in bronzo (Parigi, Museo del Louvre), Elisa Napoleona col cane (Rennes, Musée des Beaux Arts), l’Ammostatore e Marina Naryškina Gourieva (San Pietroburgo, Ermitage), Anne Lullin de Chateauvieux Eynard (Ginevra, Palazzo Eynard), La Fiducia in Dio (Milano, Museo Poldi Pezzoli).