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Venerdì 30 Dicembre 2011 08:15

G.B.MARINO - Sonetti (1602)

Scritto da scrittore
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Apre l'uomo a fatica, allor che nasce

in questa vita di miserie piena,

pria ch'al sol, gli occhi al pianto e, nato a pena,

va prigionier tra le tenaci fasce.

 

Fanciullo, poi che non più latte il pasce,

sotto rigida sferza i giorni mena;

indi, in età più ferma e più serena,

tra Fortuna e Amor more e rinasce.

 

Quante poscia sostien, tristo e mendico,

fatiche e morti, infin che curvo e lasso

appoggia a debil legno il fianco antico?

 

Chiude alfin le sue spoglie angusto sasso,

ratto così che sospirando io dico:

Da la cuna a la tomba è un breve passo!