Apre l'uomo a fatica, allor che nasce
in questa vita di miserie piena,
pria ch'al sol, gli occhi al pianto e, nato a pena,
va prigionier tra le tenaci fasce.
Fanciullo, poi che non più latte il pasce,
sotto rigida sferza i giorni mena;
indi, in età più ferma e più serena,
tra Fortuna e Amor more e rinasce.
Quante poscia sostien, tristo e mendico,
fatiche e morti, infin che curvo e lasso
appoggia a debil legno il fianco antico?
Chiude alfin le sue spoglie angusto sasso,
ratto così che sospirando io dico:
Da la cuna a la tomba è un breve passo!