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Martedì 17 Gennaio 2012 15:39

DAVIDE FERRARIO - Sangue mio

Scritto da Alice De Toffoli
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Un padre e una figlia on the road


I protagonisti della toccante storia di Davide Ferrario sono Gretel, una ragazza indipendente, sicura di sé ma affetta da una rara e grave malattia, e Ulisse, suo padre, un rapinatore di banche che tra pochi giorni uscirà di prigione dopo aver scontato diversi anni. Queste due persone non si sono mai viste e mai conosciute; la prima volta sarà quando Gretel andrà a trovare il padre in carcere, pochi giorni prima della definitiva scarcerazione, e gli proporrà, di punto in bianco, un viaggio da compiere insieme fino in Basilicata, a Matera, poiché – dice - questo è di grande importanza per la sua salute.

Questo avvincente romanzo, che narra una storia intensa, emotivamente coinvolgente, è esposto sullo stile tipico del romanzo on the road, nel quale si intrecciano, durante un viaggio, vicende di cronaca nera e sentimenti. L’autore, infatti, attraverso l’espediente narrativo del lungo viaggio, che occupa la maggior parte del libro, fa emergere diversi aspetti dei due protagonisti che pian piano iniziano a capirsi e che il lettore stesso riesce a comprendere sempre meglio.

Prima di compiere quest’avventura i due personaggi conducevano vite totalmente differenti e separate: Gretel era una ragazza malata ma non per questo diversa dagli altri, anzi con una marcia in più, consapevole dell’importanza di godere a pieno di ogni attimo dell’esistenza, prima che fosse troppo tardi; Ulisse era, invece, un uomo dai nervi d’acciaio, fascinoso, sciupafemmine e amante della bella vita, capo di una banda di rapinatori; trascorreva una vita frenetica ma meschina ed egoistica. Queste due vite tanto diverse l’una dall’altra si intrecciano dunque nel corso del viaggio: i protagonisti riscoprono un nuovo sentimento, un nuovo legame parentale a loro sconosciuto. All’inizio non sono di tante parole, c’è imbarazzo, vergogna fra loro; poi, pian piano, le conversazioni si articolano, si approfondiscono e l’uno si apre all’altra: Gretel raccontando della propria malattia e Ulisse dei suoi trascorsi.

Entrambi, dopo aver aperto la porta della conoscenza reciproca, incominciano a provare delle nuove emozioni e sensazioni l’uno per l’altra. Ulisse inizia a sentire affetto per quella figlia che ora gli è tutt’altro che indifferente e riscopre la “vera” vita, rendendosi contemporaneamente conto che la propria esistenza è, ormai, quasi finita; ma, nonostante ciò, tenta ugualmente di cambiare sé stesso. Gretel, invece, anche se pur sempre consapevole della malattia che l’affligge, acquista maggiore fiducia e voglia di vivere, riuscendo a ridare un senso pieno e profondo alla vita vuota del padre. Alla fine del tragitto lei si rende conto che può chiedere una cosa importante al padre. Ciascuno dei due strani protagonisti, quindi, attraverso questo percorso non solo fisico, bensì anche spirituale, riscopre lati oscuri, misteriosi, e acquista la consapevolezza di un ritrovamento.