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Martedì 02 Marzo 2010 11:52

Giorgio Faletti

Scritto da Nadia Lucchetta
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Giorgio Faletti
Tra comicità, canzoni e ...assassini: un artista a tutto tondo.

Dalla foto, mentre mi guarda sornione, Giorgio mi appare, nonostante i capelli e il pizzetto canuti, molto più giovane dei suoi 57 anni suonati. E mi sorride, ammiccando con quello sguardo intenso e azzurro come il mare. Bello...mi piace.

Da anni lo seguo con curioso distacco che a tratti sfocia, per dissonanza, in un'ammirazione quasi esagerata.

Anche se è passato molto tempo, lo ricordo, al suo quasi esordio televisivo, nei panni dei suoi esilaranti personaggi, nell'innovativa trasmissione cult Drive In di Antonio Ricci. Macchiette irresistibili, le sue, nelle quali è riuscito a calare la sua sfrenata e scoppiettante fantasia, dando vita, tra l'altro, al mitico "Vito Catozzo": un personaggio dalla parlata tutta sua che all'epoca, 1985, è arrivata ad influenzare il lessico quotidiano di molti italiani.

Lo ritrovo, cantante, dopo anni: è il 1994. Al Festival di Sanremo incanta il grande pubblico con "Signor tenente" una canzone, più recitata che cantata, che racconta quella minchia di vita dei poveri carabinieri dalle divise che gli vanno strette specie da quando sono derise da un umorismo di barzellette...stanchi di sopportare quel che succede in questo paese dove tocca loro farsi ammazzare, costretti a convivere con il coraggio della paura, per poco più di un milione al mese.
Versi sgrammaticati, ma intensi che fanno riflettere...Spero vinca...
Quasi appunto! Ottiene il secondo posto nella nazionale rassegna canora e il Premio della Critica, raggiungendo il massimo della visibilità personale e del successo discografico. Evviva.

E' il 2002 quando, inaspettatamente, si lancia nel campo dell'editoria, con un successo internazionale. È infatti l'autore del best seller - thriller "Io uccido" che vende più di tre milioni e mezzo di copie. La mia curiosità nei suoi confronti, a questo punto della sua carriera, è così solleticata che decido di leggerlo, nonostante il genere narrativo, da lui praticato, non entri per nulla nelle mie corde.

"Anche in questo siamo uguali. L'unica cosa che ci fa differenti è che tu, quando hai finito di parlare con loro, hai la possibilità di sentirti stanco. Puoi andare a casa e spegnere la tua mente e ogni sua malattia. Io no. Io di notte non posso dormire, perché il mio male non riposa mai."
"E allora tu che cosa fai, di notte, per curare il tuo male?"
"Io uccido..."
Un DJ di radio Monte Carlo riceve, durante la sua trasmissione notturna, una telefonata delirante. Uno sconosciuto rivela di essere un assassino. Il caso viene archiviato come uno scherzo di pessimo gusto. Il giorno dopo un pilota di Formula Uno e la sua compagna vengono trovati uccisi, orrendamente mutilati. Da questo momento ha inizio una serie di delitti, preceduti ogni volta da una telefonata con un indizio sulla prossima vittima e sottolineati da una scritta tracciata con il sangue: "Io uccido". Non c'è mai stato un serial killer nel Principato di Monaco. Adesso c'è.
Frank Ottobre, agente FBI in vacanza forzata nel Principato a causa di un congedo temporaneo, si offre di aiutare nelle indagini il vecchio amico Nicolas Hulot, commissario della Sûreté Publique del Principato. I due si mettono sulle tracce dell'assassino, un'ombra minacciosa sulla reputazione di Montecarlo e sulla vita dei suoi abitanti, accompagnati da una serie di domande senza risposta: perché il killer asporta la "maschera" delle sue vittime? perché colpisce personaggi in vista? perché telefona alla radio seminando indizi musicali? perché uccide?
Pian piano il mistero si dipana nel buio del dubbio fino allo scorticante finale, avvolgendo il lettore nel vortice di perversione psichica e lucidità mentale che contraddistingue l'esistenza dell'assassino.

Un racconto, quello costruito da Giorgio, ricco di descrizioni, in cui i personaggi vengono caratterizzati da un dosato approfondimento psicologico, e alleggerito dalla storia d'amore che coinvolge l'eroe della vicenda, Frank Ottobre, che fa soltanto da cornice non mielosa all'intricato caso seriale.
Fra le pagine del libro si sviluppa un film giallo, ricco di colpi di scena e intrighi, dalle sfumature horror, le cui sequenze sono proiettate nella mia immaginazione dalla scrittura moderna (simile al thriller made in USA), incalzante, a tratti poetica di Faletti autore.

Dopo un nuovo romanzo di successo "Niente di nuovo, tranne gli occhi " (2005), che lo riconferma fra i migliori scrittori italiani, nel 2006 riceve dal Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, il premio De Sica per la Letteratura. Che dire a questo punto...a proposito di canzoni resto quasi..."senza parole".

Ma il Giorgio che più mi convince o, meglio, che più mi piace è quello che appare, nello stesso periodo, al cinema, nel film campione d'incassi Notte prima degli esami, dove nei panni del perfido professore di Lettere Martinelli, dal nascosto cuore tenero sotto la ruvida scorza, amabilmente soprannominato dai propri studenti "il carogna", riesce comunque a conquistare l'ammirazione di un suo allievo, influenzandone addirittura l'indirizzo professionale.
Un ruolo secondario che gli vale la nomina, come miglior attore non protagonista, ai David di Donatello. Mitico Faletti.

Artista poliedrico e camaleontico, meritevole, a mio modesto avviso, di tutti i premi finora conferitigli . Ha avuto negli anni la fortuna di incontrare la visibilità del grande pubblico, al quale ha saputo comunque offrire la sua passione per così tante eterogenee forme d'arte.

Bravo Giorgio!