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Martedì 02 Marzo 2010 11:57

Allenare la mente attraverso il corpo

Scritto da Paola Gobbato
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Immagine nudo di donna

Probabilmente all'inizio è un rumore, un suono non ancora decifrato e poi più chiaro, o un odore. I primi lenti, pigri movimenti, le sensazioni profonde dai muscoli e dalle articolazioni, magari la pelle che prude da qualche parte.
Torniamo alla coscienza dopo il sonno riprendendo contatto con la realtà dentro e fuori di noi, ritrovando tutti gli organi di senso generosi nel fornire i dati utili per ricominciare (basterebbe l'interruzione di uno solo di questi canali di informazione per cadere nel disorientamento percettivo).
E' il corpo il primo interlocutore, il partner del dialogo fondamentale e continuo con cui entriamo nel mondo.
Forse la sensazione che attira maggior attenzione stamattina è un certo indolenzimento alle spalle ("ieri sono stato troppo davanti al computer") o la pesantezza alle cosce ("...però è stata una bella scarpinata, ne è valsa la pena!") oppure un meraviglioso senso di forza ed energia? Magari ci sta bene un massaggio rapido e leggero alle gambe e una stiracchiata generale prima di scendere dal letto ed infilare le ciabatte?
Siamo pronti per affrontare la giornata insieme al nostro corpo, strumento di azione e di pensiero, luogo di recezione di tutti i messaggi e di manifestazione di tutte le emozioni.

Non è una novità degli ultimi tempi la cosiddetta riscoperta della corporeità, ma la questione è quanto mai attuale sia perché recenti ricerche continuano a comprovare i benefici del movimento sulla salute del corpo e della mente, sulle relazioni, sulle prestazioni fisiche e mentali, sia perché, nonostante i proclami in questo senso, lo stile di vita nella moderna società tecnologica continua a marciare in senso opposto, facilitando la scelta ipocinetica. Pensiamo solo in quanti attrezzi di uso comune in casa e in giardino l'energia muscolare è stata sostituita da quella elettrica; oppure a come sono incrementati per i ragazzi di tutte le età e per le famiglie, i giochi e i passatempi di tipo sedentario (TV, videogiochi, internet); senza parlare dell'uso dell'automobile o dell'ascensore.
Siamo tutti d'accordo: la cura del corpo intesa come attività fisica ha un enorme potenziale per migliorare la salute ed il benessere. E' senza dubbio un comportamento positivo da iniziare e mantenere come abitudine di vita. Ma nella pratica...

Vorrei soffermarmi brevemente sugli effetti positivi dell'attività fisica su alcuni organi ed apparati del nostro corpo, per passare poi a riportare i risultati di recentissime e talvolta sorprendenti ricerche in materia.
Il sistema cardiocircolatorio è quello che beneficia in modo più diretto di un'attività motoria regolare, di media intensità, che provoca di adattamenti conseguenti alle maggiori richieste funzionali, molto positivi: aumenta il volume delle cavità cardiache e lo spessore delle pareti del cuore (il cuore è un muscolo che risponde bene all'allenamento, se sollecitato, aumentando la propria massa e la propria capacità di contrazione); ciò spiega l'aumento della gittata sistolica, ovvero la quantità di sangue pompata ad ogni singola contrazione. Ne consegue che la frequenza cardiaca, cioè il numero di pulsazioni in un minuto, a riposo sarà più bassa rispetto a un individuo sedentario, il quale si affaticherà prima esaurendo le riserve energetiche in anticipo sul soggetto allenato. Anche i tempi di recupero dopo uno sforzo sono ridotti in presenza di un muscolo cardiaco forte. L'allenamento fa aumentare i capillari nei muscoli coinvolti nel movimento (compreso il cuore) i quali permettono un maggior afflusso di sangue ai tessuti velocizzando l'approvvigionamento di ossigeno e lo smaltimento dell'anidride carbonica e dell'acido lattico. Aumenta anche il numero di globuli rossi incrementando così la capacità del sangue di trasportare ossigeno. Non è trascurabile l'effetto di pompa muscolare che la contrazione esercita spremendo le vene e facilitando il ritorno venoso (avete presente la sensazione di pesantezza alle gambe quando si sta fermi in piedi per lungo tempo? E' proprio perché viene a mancare l'azione dei muscoli!).

Non meno evidenti gli effetti che un allenamento regolare provoca nell'apparato respiratorio: migliora l'elasticità della gabbia toracica e si rinforzano i muscoli respiratori, aumenta la capacità polmonare permettendo una frequenza respiratoria più bassa e un recupero più rapido dopo lo sforzo. Aumenta il tempo di apnea cioè la capacità di sospendere la respirazione. Non dimentichiamo che una migliore capacità respiratoria ha effetti positivi sull'efficenza mentale vista l'avidità di ossigeno delle cellule del cervello.
Ovviamente i muscoli beneficiano in modo chiara dell'attività fisica diventando più forti e resistenti alla fatica; l'aumento della massa e del tono muscolare generale, oltre a garantire una più corretta postura corporea, permette di aumentare il metabolismo dell'organismo con un maggior consumo calorico anche a riposo: questo dato è di interesse quando si è in presenza di problemi di controllo del peso.
Le trazioni prodotte dai muscoli sulle ossa, gli stimoli provenienti dall'impatto col terreno e tutte le sollecitazioni prodotte sull'apparato osteo-articolare dall'attività fisica, hanno come effetto l'irrobustimento delle ossa e delle articolazioni, con un aumento della densità ossea; risulta pertanto che l'esercizio fisico è la base della prevenzione dell'osteoporosi.
Per quanto riguarda le articolazioni inoltre è attraverso l'esercizio regolare che possiamo conservare la mobilità, cioè la capacità di compiere movimenti ampi, con grande escursione di movimento, e contrastare la fisiologica perdita di elasticità che si verifica col passare degli anni.
L'allenamento favorisce una migliore digestione e peristalsi intestinale(cioè movimento della parete intestinale) soprattutto se connesso a sane abitudini alimentari, che più spesso sono proprie di soggetti abituati al movimento. Ricordiamo poi che aumentando il consumo calorico, ancora insieme ad una dieta corretta, è l'ingrediente per diminuire il peso e mantenerlo. Ricordiamo come esistano dati comprovati per poterlo ritenere un valido antidoto alla depressione.
Da ultimo se l'attività è praticata correttamente ed a lungo termine, l'attività fisica aumenta la sensibilità all'insulina ed è quindi preziosa nel diabetico.

Ce n'è abbastanza per convincere anche i più pigri? Purtroppo prendere coscienza di quanto possiamo fare per il nostro corpo e per la sua salute non è sufficiente a cambiare lo stile di vita di chi si è abituato a passare dall'auto al divano e dal divano al letto. In molti paesi si stanno mettendo a punto progetti integrati che coinvolgono sia l'aspetto individuale, che quello ambientale (micro e macro), che quello culturale e sociale. Un'altra volta mi occuperò su come sia possibile tradurre in pratica le indicazioni che emergono da quanto sopra. Ora invece preferirei concludere richiamando l'attenzione su una delle conseguenze meno conosciute dell'attività fisica. Nonostante già gli antichi parlassero di "mens sana in corpore sano", la nostra attuale cultura è indotta a dissociare i due ambiti, come se appartenessero a due esseri differenti, a due ambiti che non incidono l'uno sull'altro anche se si ritrovano a convivere all'interno dello stesso contenitore corporeo. E invece è vero proprio il contrario

Numerose ricerche hanno dimostrato come l'esercizio fisico migliori le capacità cerebrali, ritardi l'invecchiamento e riduca il rischio di demenza senile. Aspetto da non sottovalutare visto che nel 2030 il 40% della popolazione italiana sarà di età superiore ai 65 anni.
"Il cervello è come un organo plastico, formato da neuroni capaci di rispondere agli stimoli esterni" - spiega Raffella Molteni farmacologa molecolare dell'Università di Milano - "Più lo si usa e più diventa efficiente, esattamente come succede a un muscolo che si tonifica con l'allenamento". Chi fa sport non solo rallenta l'invecchiamento del cervello, ma addirittura ne migliora le capacità. "Ogni volta che si eseguono degli esercizi fisici si alzano i livelli di una sostanza chiamata brain derived neurotrophic factor (BDNF).Questa proteina nutre i neuroni e contribuisce a mantenerli sani e funzionali". L'attività fisica produrrebbe effetti non solo sulla corteccia motoria e sensoriale, ma anche su altre aree cerebrali, attivando circuiti neuronali e funzioni che possono essere utilizzate nei più svariati campi. Più sono le attività praticate e maggiore è l'attivazione dei circuiti neuronali in quanto si sviluppano aree cerebrali differenti.(National Institute of Mental Health di Bethesda)
I benefici dell'allenamento si sono rivelati particolarmente marcati sui lobi frontali del cervello, legati alla capacità di organizzare, prendere decisioni o iniziative, all'umorismo, all'attenzione e alla memoria.
L'esercizio inoltre innalza i livelli di serotonina che controllano l'umore e favoriscono l'afflusso di sangue al cervello. Questa sostanza è un neurotrasmettitore che presiede anche alcuni comportamenti sociali e la variazione del suo livello influisce sull'aggressività.
Gli studiosi dell'Università di Cambridge hanno scoperto che le reazioni impulsive sono collegate a bassi livelli di questo neurotrasmettitore. Tali bassi livelli possono dipendere, ad esempio, dal fatto che il soggetto non ha mangiato da molte ore ed il comportamento che ne può conseguire rende difficoltosa la socializzazione. Il suggerimento in questo caso è di nutrirsi regolarmente senza lasciare passare troppo tempo tra un pasto e l'altro e praticare attività fisica di endurance che stimola, appunto, la produzione di serotonina.
Anche dalla Germania (Clinica Universitaria di Ulm) ci informano come l'attività stimola determinate prestazioni mentali e comunque rende più efficiente il cervello. Più precisamente sono stati riscontrati un aumento della concentrazione, uno sviluppo della memoria visivo-spaziale, un miglioramento dell'umore.
Sintetizzando possiamo dire che l'attività fisica regolare e di media intensità contribuisce a rendere la mente più agile e meno smemorata a qualunque età ed è importante per ridurre lo stress.

Torniamo al risveglio dell'inizio, torniamo con la mente al momento in cui salutiamo il nostro corpo facendo un bel respiro, stirando tutti i suoi muscoli, percependo l'energia che può esprimere. Forse con un po' di consapevolezza in più, sentiremo di volergli bene.

Paola Gobbato - Dopo il diploma ISEF, ha insegnato sia nelle scuole primarie che secondarie e tiene corsi di vario genere, finalizzati al mantenimento fisico.